Si è da poco conclusa la gara fra Lettonia e Turchia allo stadio Skonto di Riga e in molti suonano il de profundis della nazionale turca e del movimento calcistico che rappresenta. L'1-1 in casa dei modesti amaranto baltici consente alla truppa di Fatih Terim di guadagnare il primo punto nelle qualificazioni europee ma lascia la Turchia all'ultimo posto del Girone A guidato dall'Islanda, reduce dall'incredibile successo sull'Olanda, e dalla Repubblica Ceca.
Tre gare e un solo punto. La qualificazione agli Europei di Francia è già notevolmente compromessa. I motivi di questo inatteso tracollo da molti sono stati individuati in dissapori interni, come la diatriba nata fra il padre della stella del Bayer Leverkusen Hakan Çalhanoğlu e il tecnico Terim accusato di aver convocato Gökhan Töre colpevole di aver minacciato con un'arma suo figlio, o nella errata politica della TFF, la federcalcio turca capeggiata dal contestato Demirören, alla quale è contestata la yabancı kuralı che limita il numero di stranieri che le squadre di Süper Lig possono impiegare.
Le ripetute azioni offensive costruite dalla squadra turca in Lettonia e sprecate da uno sciagurato Umut Bulut e dal velleitario attacco schierato da Terim fanno riflettere e lasciano supporre che le difficoltà attuali abbiano radici più profonde di quanto si pensi. Una nazionale che schiera Umut Bulut, trentatreenne riserva nel suo club, come centravanti titolare in un match decisivo, a prescindere dalle pesanti assenze, denota la pochezza tecnica causata da anni di sperperi e scelte esterofile e insensate delle dirigenze delle tre grandi di İstanbul e ora e ancora a lungo, probabilmente, bisognerà pagare il fio di queste scelleratezze.
Mentre la Turchia affonda nella sua pochezza, le alternative scarseggiano e in pochi riescono a intravedere una via d'uscita da questa crisi che si trascina da lunghi anni. In questo scenario, la yabancı kuralı, se supportata da una seria politica di ristrutturazione e valorizzazione dei settori giovanili in Turchia e all'estero, per evitare di lasciarsi sfuggire altri Mesüt Özil, è probabilmente la via maestra da percorrere. Per quanto semplicistica possa apparire questa soluzione, è indubbio che offrire più spazio ai giovani turchi in grandi club e offrire loro l'opportunità di confrontarsi su scenari importanti, potrebbe rendere più difficile che altre serate come quelle di Riga possano ripetersi in futuro.
Le alternative non sono molte e la testa di Demirören sarebbe solo un inutile trofeo.

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