sabato 29 novembre 2014

I perché dell'esonero di Prandelli

L'avventura dell'ex-ct della nazionale italiana sulle rive del Bosforo è da poco terminata. Una crisi di gioco e risultati sempre più evidente ha reso il suo esonero inevitabile.
Nei pochi mesi in cui ha seduto sulla panchina del Galatasaray, Prandelli non ha mai davvero convinto i tifosi, la stampa e la dirigenza.
Le ragioni di questo flop sono molteplici e costituiscono, probabilmente, altrettante valide giustificazioni per il tecnico italiano.
Innanzitutto il momento storico attraversato dal Galatasaray con Prandelli in panchina a livello societario è stato fra i più turbolenti della sua storia recente. Due presidenti si sono avvicendati nel giro di pochi mesi ed è probabile che le vicissitudini politiche interne al club unite alle presunte difficoltà finanziarie abbiano contribuito a non far lavorare l'allenatore in un clima di tranquillità.
Il gruppo di giocatori a disposizione, impoverito dalla yabancı kuralı che limita il numero di giocatori stranieri in rosa e da una campagna acquisti non fra le più brillanti, con molti fra i talenti ormai sulla via del tramonto e sovente privi di stimoli, ha anche probabilmente influito sulla mancanza di risultati.

Le difficoltà di comunicazione fra Prandelli e i suoi calciatori, che si sono lamentati delle difficoltà linguistiche dell'allenatore italiano, sono state un altro fattore che ha reso difficile l'apprendimento di dettami tattici che, a onor del vero, sono apparsi spesso confusi e inefficaci.
Tutto questo, se unito alle difficoltà ambientali insite in una sfida nel campionato turco, sono alla base della fine della breve esperienza di Prandelli in giallorosso.
Non resta che augurare  al mister tempi migliori lontano da İstanbul.

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